Contare i sassi perdendo il conto è il senso della nostra vita: l’algebra dei nostri spostamenti. Seguire percorsi perdendo il senso è la circonvoluzione, l’evolversi: la logica dei nostri istanti. Ma. No. Non c’è simmetria nei nostri atti. Mai il caso dei passi ci sorprenderà di sale. La nostra macchina del tempo. Avanti. Mai indietro la macchina di carne. Indietro non si torna. Indietro non si torna. Non c’è rimedio: la morte è un’asimmetria inguaribile. Enorme il ticchettio dell’Orologio ma ma il nostro tempo ha la stretta, il vortice l’acqua di sale di un’onda che ci copre. Rifà ed incava il viso, come sabbia ci porta via la carne.



